24) Bruno. Amori eroici.
Gli amori si distinguono in naturali ed eroici. Questi ultimi sono
sempre amori della divinit, tendono alla divina bellezza. Essa
permea di s tutto, anche i corpi, i quali vengono a possedere una
bellezza spirituale. Per cui anche l'amore per un corpo pu essere
bello.
G. Bruno, De gli eroici furori, Dialogo Terzo (pagine 48-49)

Tutti gli amori ( se sono eroici e non son puri animali, che
chiamano naturali e cattivi alla generazione, come instrumenti de
la natura in certo modo) hanno per oggetto la divinit, tendeno
alla divina bellezza, la quale prima si comunica all'anime e
risplende in quelle; e da quelle poi o, per dir meglio, per quelle
poi si comunica alli corpi; onde  che l'affetto ben formato ama
gli corpi o la corporal bellezza, per quel che  indice della
bellezza del spirito. Anzi quello che m'innamora del corpo  una
certa spiritualit che veggiamo in esso, la qual si chiama
bellezza; la qual non consiste nelle dimensioni maggiori o minori,
non nelli determinati colori o forme, ma in certa armonia e
consonanza de membri e colori. Questa mostra certa sensibile
affinit col spirito a gli sensi pi acuti e penetrativi; onde
sguita che tali pi facilmente ed intensamente s'innamorano; ed
anco pi facilmente si disamorano, e pi intensamente si sdegnano,
con quella facilit ed intensione, che potrebbe essere nel
cangiamento dello spirito brutto, che in qualche gesto ed espressa
intenzione si faccia aperto; di sorte che tal bruttezza trascorre
da l'anima al corpo, a farlo non apparir oltre come gli appara
bello. La belt dunque del corpo ha forza d'accendere, ma non gi
di legare e far che l'amante non possa fuggire, se la grazia, che
si richiede nel spirito, non soccorre, come la onest, la
gratitudine, la cortesia, l'accortezza. Per dissi bello quel
fuoco che m'accese, perch ancor fu nobile il laccio che
m'annodava.
Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1964, volume
sesto, pagina 1379.
